LETTERA APERTA AL QUESTORE DI ROMA
Signor Questore,
riteniamo doveroso, e purtroppo sempre più necessario, continuare a denunciare le condotte poste in essere dal Dirigente del Distretto di P.S. Trevi Campo-Marzio, poiché i fatti che quotidianamente ci vengono rappresentati sono di una gravità tale da rendere difficile credere che si tratti effettivamente di un Ufficio della Polizia di Stato e non di una proprietà privata gestita secondo criteri del tutto personali.
Il Dirigente in questione ha infatti proceduto ad annettere alla propria stanza un locale assolutamente NON destinato alla dirigenza ma già destinato al Capo Segreteria e sottratto alla sua funzione originaria per essere trasformato di fatto in pertinenza d’uso esclusivo.
Sembra che l’esigenza primaria non sia quella del servizio, bensì quella del “comfort” personale, vista la presenza oltre che del bagno e del ripostiglio riservati, anche di questa ulteriore stanza con poltrona letto.
È evidente che la riorganizzazione non è avvenuta in base a criteri professionali o operativi ma secondo un concetto molto particolare: prima le comodità del Dirigente, e poi, forse, il personale.
Contestualmente all’ampliamento degli spazi del Dirigente, il personale è stato sistemato in ambienti che definire “inadeguati” è un eufemismo: l’Ispettore, Capo Segreteria, in una stanza angusta, non aerata e microscopica in fondo a un corridoio cieco, l’ufficio UEPI nel consueto “tugurio” non climatizzato e gli operatori delle volanti in un ufficio privo di vetri alle finestre da anni.
Mentre il personale opera in stanze senza aria, senza vetri e senza decoro, il Dirigente ha ritenuto opportuno trasferire un condizionatore portatile, potenzialmente assegnabile a un altro locale, direttamente nella propria area privata. Una scelta che descrive meglio di qualunque commento la filosofia gestionale adottata.
Tutto ciò configura uso improprio di beni e locali dell’Amministrazione, disparità di trattamento e totale mancanza di rispetto verso il personale e le sue condizioni di lavoro.
Signor Questore, le chiediamo se davvero, in un Ufficio della Polizia di Stato, una situazione del genere possa essere considerata accettabile. Noi riteniamo fermamente di no. E riteniamo altrettanto necessario che vengano adottati provvedimenti chiari e immediati, per ripristinare le condizioni minime di dignità professionale e per impedire ulteriori abusi. E ci permettiamo di ricordarlo con forza: i Poliziotti meritano rispetto. Meritano luoghi di lavoro sicuri, decorosi e adeguati al servizio che svolgono. Meritano una gestione che metta al centro il benessere degli operatori non il comfort personale di chi la dirige.
Nell’attesa, continueremo a denunciare, senza esitazione, ogni ulteriore episodio che dovesse confermare questo modello gestionale totalmente distante dai principi di equità, buon andamento e rispetto del personale.
Roma, 03 dicembre 2025
IL SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE
Michele SPROVARA

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